Il 7 maggio è iniziata la registrazione per i candidati alle presidenziali presso il ministero dell’Interno di Teheran. I candidati hanno tempo fino alle 18 di sabato 11 maggio per registrarsi. Nei giorni successivi il Consiglio dei Guardiani stilerà un primo elenco di candidati ammessi a cui seguirà con ogni probabilità un ricorso da parte degli esclusi. L’elenco definitivo dei candidati sarà stilato il 23 maggio.
La prima stagione di The Following sta terminando (negli Stati Uniti l’ultimo episodio è già andato in onda Lunedì 29 Aprile), possiamo perciò tirare le somme di queste prime 15 puntate.
La serie ha riscosso davvero un grande successo ed è stata rinnovata per un secondo anno. Il produttore esecutivo Kevin Williamson ha dichiarato che aveva tre finali pronti per la prima stagione (di cui uno da usare nel caso non ci fosse stato il rinnovo). Tra questi ha scelto quello che, secondo lui, lascerà maggiormente noi spettatori sulle spine. E possiamo immaginare che sarà un finale da renderci davvero troppo impazienti e curiosi, perché The Following ci ha reso così alla fine di ogni singolo episodio. Figuriamoci per l’ultimo.
Mi sento comunque di dover sottolineare qualche punto che, secondo me, poteva essere sviluppato meglio perché molto interessante.
A pochissimi giorni dalla presentazione ufficiale delle candidature per le presidenziali, la scena politica iraniana è scossa da segnali contrastanti e clamorosi.
Il 27 aprile il sito Baztab ha pubblicato un articolo che parla dell’esistenza di un nastro audio che proverebbe i brogli elettorali del 2009. Ahmadinejad sarebbe pronto a rendere pubblico quel nastro qualora il Consiglio dei Guardiani bocciasse la candidatura del suo braccio destro e consuocero Esfandiar Rahim Mashei.
Lo staff di Ahmadinejad ha però negato con vigore l’esistenza di tale nastro.
Alle elezioni presidenziali iraniane manca un mese e mezzo. Per ora l’attenzione dei media internazionali è blanda e d’altra parte la campagna elettorale deve ancora cominciare. I candidati hanno tempo per registrarsi dal 7 all’11 maggio. Poi il Consiglio dei Guardiani passerà al vaglio i profili dei singoli e avremo la lista ufficiale dei papabili.
Va inoltre ricordato che il 14 giugno si svolgono anche le elezioni amministrative. Un election day che potrebbe far lievitare la partecipazione.
“Il Consiglio dei Guardiani valuta, sulla base dei requisiti indicati dalla Costituzione, se ogni singolo candidato sia idoneo a partecipare alle elezioni presidenziali e parlamentari”. Così recita la Carta iraniana.
Per avere un’idea di che genere di “taglio” possa esercitare il Consiglio, basti ricordare che nel 2009 i pretendenti candidati erano 475 (tra cui 42 donne) e il consiglio dei Guardiani ne ammise solo 4.