La poetica di un assassino

The following è la serie tv thriller americana che sta tenendo milioni di spettatori inchiodati davanti allo schermo. Joe Carroll (James Purefoy) è il protagonista malvagio, un serial killer arrestato e condannato a morte che riesce da dietro le sbarre a manovrare molti altri crimini commessi dai suoi follower. Questo personaggio è così interessante ed intrigante, tanto da ricordarci Hannibal Lecter (Anthony Hopkins) nel film The Silence of the Lambs (Il Silenzio degli Innocenti).
Il serial killer è un ex professore di letteratura ossessionato da Edgar Allan Poe. Scrive The Gothic Sea, un libro che sembra essere il proseguimento di The Light-House, opera incompiuta del grande scrittore americano. In ogni suo crimine vi sono chiari riferimenti ai racconti di Poe. Carroll ha tolto la vita a quindici ragazze, ma non si è limitato a fare ciò: prima di ucciderle le ha orbate, cioè ha cavato loro gli occhi. Secondo l’omicida questo sembra essere la perfetta realizzazione della poetica di Poe. Nella prima puntata di The Following vediamo un flashback di una lezione di letteratura di Carroll, in cui egli afferma:
Poe equates death with beauty. He believed that art was about beauty and that nothing was more beautiful than the death of a beautiful woman. And to bereave beauty is to elevate one’s soul. (Poe associa la morte alla bellezza. Lui crede che l’arte sia bellezza e che nulla sia più bello della morte di una bellissima donna. E orbare la bellezza vuol dire elevare la propria anima.)
In realtà, Edgar Allan Poe non lo ha mai detto. E’ chiaro, però, dai suoi racconti che per lui gli occhi sono simbolici, l’essenza dell’identità, una finestra sulla nostra anima. The tell-tale heart (Il cuore rivelatore) è il racconto che più esprime questa idea del poeta. Il protagonista – narratore della storia uccide il vecchio uomo con cui vive perché odia il suo occhio:
Aveva l’occhio di un avvoltoio – un occhio azzurro chiaro, con un velo sopra. Ogni qualvolta cadeva su di me, mi si gelava il sangue nelle vene; e così per gradi – molto gradualmente – mi ficcai in testa di togliere la vita al vecchio, e liberarmi così dell’occhio, per sempre.
Nel racconto The black cat (Il gatto nero) il protagonista – narratore racconta di una sera in cui, ubriaco, ha cavato un occhio al suo amato gatto nero che sembrava lo stesse evitando:
Presi dalla tasca un temperino, lo aprii, strinsi la povera bestiola alla gola e deliberatamente gli cavai un occhio dall’orbita.
Il motivo degli occhi, quindi, è tutt’altro che assente nella poetica di Poe; non viene visto, però, come l’elevazione dell’anima ma come un gesto di vendetta o follia. Joe Carroll interpreta a modo suo le opere dello scrittore e giustifica con queste i suoi omicidi. Ora vi interessa sapere la fine che fanno il povero vecchio e il gatto nero? Per ora vi dico solo che anche la loro “finaccia” ha ispirato il serial killer di The Following!

