No Tarantino, no Oscar

La notte del 24 Febbraio si è svolta a Los Angeles la grande cerimonia degli Oscar Academy Awards. Già sapevamo, però, dal 10 Gennaio (giorno in cui sono stata annunciate le Nomination di tutte le categorie di premi) che Quentin Tarantino, il regista che forse più divide in due la critica cinematografica, era stato escluso dai cinque candidati per la Miglior Regia. Django Unchained è il suo ultimo lavoro (2012) omaggio allo spaghetti – western Django del 1966, diretto da Sergio Corbucci. Ha ricevuto critiche davvero molto positive dai giornali di tutto il mondo ed è il film di Tarantino che più ha incassato al botteghino. Ma tutto ciò non basta per ottenere anche solo una Nomination come Miglior Regista. Tarantino viene superato da Ang Lee (vincitore dell’Oscar con Life of Pi), Michael Haneke (Amour), Benh Zeitlin (Beasts of the Southern Wild), David O. Russell (Silver Linings Playbook) e da quello che sembrava il favorito, Steven Spielberg (Lincoln).
Django Unchained riceve 5 Nomination: Miglior Film, Miglior Fotografia, Miglior Montaggio Sonoro, Miglior Attore Non Protagonista (Cristoph Waltz, che vince l’Oscar) e Migliore Sceneggiatura Originale, scritta proprio da Quentin Tarantino che vince il premio Oscar.
Ma questa statuetta va stretta al regista: in tutta la sua carriera, iniziata nel 1992 con Le Iene (Reservoir Dogs), ha ricevuto solo due Nomination come Miglior Regista (nel 1995 con Pulp Fiction e nel 2010 con Bastardi Senza Gloria) e non ha mai vinto l’Oscar.
Questo, però, sembra essere il destino comune ai più grandi registi. Anche Orson Welles, Alfred Hitchcock, Brian De Palma e Stanley Kubrick non hanno mai vinto l’Oscar per la Miglior Regia, eppure brillano nel firmamento del cinema. Tarantino, perciò, non deve disperare: non serve vincere una statuetta per essere ricordato come il grande regista di straordinari film come Le Iene, Pulp Fiction, Jackie Brown, Kill Bill, Bastardi Senza Gloria; e adesso anche Django Unchained.

