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Il crucifige e i social media

In quello che sto per scrivere c’entrano le polemiche sull’elezione del Presidente della Repubblica e altre vicende personali legate all’Iran . A me i social media piacciono e anche parecchio. Per “condividere” ma soprattutto per avere una mappa di quello che leggo, scrivo, fotografo, visito, ecc.

Per la prima volta da cinque anni, da quando aprii il mio account su Facebook, negli ultimi giorni ho avuto la tentazione di chiudere, di staccare la spina.

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InBarçata

Questo è il video che gira da qualche giorno sul web: La cançó de la remuntada. Due “sosia” (o meglio brutte copie) di  Puyol e Piquè cantano “faremo 4 goal al Milan”.

Video ridicolo? esagerato? presuntuoso? Tutto ciò avremmo potuto pensarlo fino a poche ora fa. Adesso, invece, possiamo dire che è stato un pronostico azzeccato. Il Barcellona vince 4 a 0 al Camp Nou giocando una partita perfetta, impeccabile, senza errori. Leo Messi, rapido e preciso, ci fa dimenticare la prestazione nulla della gara di andata e trascina la sua squadra ai quarti di finale della Champions League.

La “pulce” segna i primi due goal al 5′ minuto, giusto in tempo per far gasare la sua squadra, e al 40′, proprio per rimettere in pari la partita prima della fine del primo tempo (la gara di andata era finita 2 a 0 per il Milan). Gli altri due goal sono segnati da David Villa e Jordi Alba.

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Serie A, un’emozione da poco

Ieri, 10 Marzo, si è conclusa la 28° giornata di serie A, iniziata venerdì 8 con la sfida Milan – Genoa. È stata una giornata ricca di partite noiose, non emozionanti, dove tutte le squadre hanno giocato male, senza far divertire.

Ma le partite si vincono anche senza un bel gioco e infatti, nonostante la brutta prestazione, la Juventus segna al 91′ minuto (goal di Giaccherini) e si porta a +9 sul Napoli, secondo in classifica. La squadra di Conte è sempre più vicina allo scudetto.

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(Non) Vincere!

Mi risparmio e vi risparmio l’ennesima analisi politica del voto. Ne abbiamo sentite e ne sentiremo ancora chissà quante. Siamo bravissimi in Italia a fare le formazioni una volta che le partite sono finite, così come siamo i migliori a impostare strategie ed alleanze una volta che lo spoglio delle schede è terminato.

I miei sono pensieri molto liberi e personali, l’indomani dell’ennesima tornata elettorale in cui la formazione per cui ho votato non ha vinto.

Ecco, il punto è proprio questo: non ha vinto. Non è che “ha perso”. Non ha vinto. Poteva, doveva vincere, lo si pensava da mesi, lo scrivevano tutti. Le condizioni erano nitide, persino banali. E invece no.

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